Realmonte città della "Scala dei Turchi"

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Storia

STORIA DI REALMONTE       

La cittadina di Realmonte (AG), in origine “Monte Reale”, fu fondata nel 1681 dal nobile Don Domenico Monreale, che ebbe licenza di popolarla.
Da allora si sviluppò un agglomerato urbano, a prevalente economia agricola, in un territorio che assomma splendori naturalistici a storia antichissima, ben più antica del XVII sec..  
Il territorio di Realmonte, infatti, posto sul mare è innanzitutto ricco di splendide spiagge sabbiose, come quelle dei lidi: Lido Rossello, Punta Grande, Pergole, Giallonardo, ma comprende anche zone costiere rocciose, tra cui è ormai nota in tutto il mondo la splendida “Scala dei Turchi”, un costone di marna bianchissima, che si distende a gradoni naturali su un mare di cristallo.
Il turista giuge ormai a Realmonte da tutto il mondo e la Scala dei Turchi  fa da principale attrazione, ma il territorio comprende anche luoghi dal fascino unico, come il Monte Rossello, probabile sede della leggendaria città di Erbesso, zona paleontologica ed archeologica ricchissima, sulla cui cima troneggia il Faro.
Appena un’insenatura più avanti, sempre sulla cima della costa, spicca la Torre di Monterosso, una volta luogo di avvistamento delle pericolose navi saracene, nonché poi “torre di deputazione” del Regno delle due Sicilie.
Resti archeologici di importanza assai rilevante arricchiscono il territorio di Realmonte: la Villa Romana, del I sec. d.C., ne è un esempio lampante, ricca di splendidi ambienti pavimentati a mosaico, colonne e terme private, nella quale in estate si svolgono, come al faro, alla Scala dei Turchi ed alla spianata della Torre di Monterosso, spettacoli e Manifestazioni artistiche e culturali di valenza internazionale.  
Altro luogo deputato alla Cultura ed agli Spettacoli è il magnifico Teatro Costabianca, all’aperto, edificato in pietra alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, con perizia costruttiva degna dei migliori teatri greci e romani, che gode di uno spazioso palcoscenico e di un’eccellente acustica.
Il Comune di Realmonte " Città della Scala dei Turchi ", luogo di eventi artistici di altissimo livello e ambienti ricchi di doni naturalistici e culturali d’inestimabile valore, rappresenta la meta ideale per il turismo culturale, balneare e naturalistico.


VILLA ROMANA

Le origini della Villa Romana risalgono al I° secolo d.c, è posta a soli 50 metri circa dalla battigia, comprende tutti gli ambienti tipici della Domus Romana. Fù scoperta nel Dicembre del 1907, durante i lavori del tratto della linea ferroviaria Agrigento-Siculiana, durante i quali fu rilevata la presenza di cinque ambienti, dei quali tre con pavimenti decorati a mosaico, e due decorate con lastre marmoree. Furono eseguiti altri scavi che portarono alla scoperta di due e altri ambienti anch’essi con pavimentazione a mosaico a decorazioni geometriche. Gli scavi del 1979-81 estesero l’indagine verso sud alla ricerca di un supposto peristilio che venne messa in luce e con esso anche buona parte del rimanente complesso della villa. Le strutture attualmente in luce si riferiscono ad una serie di ambienti quadrati e rettangolari sistemati attorno un peristilio – giardino a pianta quadrata con cinque colonne per ciascun lato collegate da un basso muretto. Il peristilium è circondato da un ambulacro coperto sul quale si aprivano gli ambienti sull’ala settentrionale si trova un grande ambiente centrale sul quale è stato riconosciuto il tablinium (stanza principale di ricevimento). Nell’ala ovest del peristilio erano ubicati altri importanti ambienti della villa in cui sono riconosciuti il triclinium (sala da pranzo) con pavimento a mosaico geometrico in bianco e nero e la relativa anticamera anch’essa decorata a mosaico bianco e nero con motivi di foglie in elemento ottagonale ad ovest del triniclinium un altro ambiente quadrangolare presenta l’interessante pavimento mosaicato con la raffigurazione nel riquadro centrale di poseidon con tridente circondato da delfini come in molte ville romane del tempo anche la villa di durrueli era dotata di un complesso termale privato situato sud –est del settore residenziale principale da cui è separato da una grande cisterna rettangolare con copertura a volta. Nella parte termale vera e propria, un corridoio conduce ad un ambiente spogliatoio decorato a mosaico figurato in tessere marmoree rosa e nero con la rappresentazione di scilla “mostro marino” che tiene un timone, circondata da diverse creature marine.


TORRE DI MONTEROSSO

La torre si trova a circa 3 Km S-O del centro abitato di Realmonte. La notizia più antica sulla torre di Monterosso è dell'anno 1453, anche se studi recenti fanno pensare che la sua costruzione risale a molto tempo prima. La necessità della costruzione di una torre di guardia a Monterosso, per difendere il territorio da attacchi nemici dal mare, fu prospettata al Viceré Marco Antonio Colonna, nell'anno 1583 da parte dell'ingegnere e celebre matematico Camillo Camilliani, che aveva avuto affidato l'incarico dallo stesso Viceré, di perlustrare tutte le coste della Sicilia per segnalare i posti di guardia già esistenti, i luoghi che necessitavano della costruzione di nuove torri e tutti i dettagli della costa. La costruzione esistente sembra essere una ricostruzione, nello stesso sito, dell'antichissima torre che veniva utilizzata come torre d'avvistamento. Ha pianta quadrata di 12,5 m per lato ed è suddivisa in tre ambienti: il principale è formato dall'ingresso, la botola per la cisterna, una nicchia, il camino e la scala che porta alla terrazza e altri due piccoli locali per l'alloggio dei torrari. Il suo armamento era composto da un cannone di ferro di calibro 5 libbre, con una cassa e ruote, un mascolo d'avviso di ferro, 4 schioppi, 4 spingardi con i suoi cavalletti e fuochi d'armi. La torre si erge su di un promontorio, ad una quota di 146,36 m sul livello del mare, costruita interamente da calcareniti e precisamente da conci di tufo ben squadrati sicuramente estratti dalla vicina cava ubicata a circa 50 m ovest dalla suddetta torre,è attualmente in stato di abbandono. Oggi la sua posizione permette di osservare da Capo S. Marco (Sciacca) fino a Punta Bianca (Agrigento) per complessivi circa 50 Km di costa.




LA SCALA DEI TURCHI 

Incantevole scenario immerso nella leggenda.


La scala dei turchi è una parete rocciosa di tipo scoglifero, che si erge a picco sul mare lungo la costa di   Realmontediventata nel tempo una grande attrazione turistica per la singolarità della scogliera e per la sua peculiare forma a gradoni di colore bianco resa abbagliante dai raggi solari crea un forte contrasto con l’azzurro del cielo e del mare dando vita ad uno scenario surreale e pittoresco. Che risulta agli occhi dell’osservatore magnifica parte di un paesaggio che il mondo vanta di offrirci. Bagnata dalle acque del mediterraneo narra nella sua leggenda le avventure di incursioni Saracene che saccheggiavano i paesi sovrastanti da cui la stessa scogliera prende il nome di “Scala dei Turchi”. 

FARO DI CAPOROSSELLO 


Il Faro di Capo Rossello, catalogato nei”Fari di terzo ordine ‘'si trova sulla sommità del monte Rossello,posto sulla costa agrigentina, tra Punta Grande e la torre di guardia di Monterosso,in territorio di Realmonte (AG). Il faro, molto amato dai Realmontini, dopo tanti anni di inattività, a Maggio del  2008 è stato riacceso ed è tornato ad illuminare il mare e il paesaggio riportandolo agli antichi splendori.
L'immobile, sovrastato dalla bella lanterna, comprende l'alloggio destinato al guardiano e alla sua famiglia, un magazzino per varie giacenze e un pozzo di raccolta dell'acqua piovana.Il Faro, , illumina il mare e fa un giro illuminando piazza Carricacina in modo suggestivo con due lampi bianchi della durata di 0,3 secondi,ciascuno interrotti da due ecclissi, la prima di 2,2 secondi e l'altra, più lunga di 7,2 secondi.
Dal faro, il paesaggio che si presenta al visitatore è di una bellezza mozzafiato, ad est la spiaggia dorata di Capo Rossello con La Scala dei Turchi ad ovest una serie di insenature di piccole spiagge scogliere fin sotto la Torre. 

 

ROCCA GUCCIARDA (A rocca do zitu e da zita)

La leggenda narra che a due ragazzi innamorati veniva negato il coronamento del loro amore dalle rispettive famiglie. I ragazzi straziati dal dolore di non poter coronare il loro sogno , presero la decisione di suicidarsi gettandosi in mare, tenendosi per mano decisero di fare l’estremo gesto, con la speranza e l’ardente desiderio di poter finalmente stare uniti e liberi per l’eternità  anche se aldilà di questa vita, lo scoglio mosso dalla pietà e dal forte sentimento che legava i due si spaccò in superficie  ma sotto il livello del mare rimane legato  da due estremità che sembra quasi si tengano per mano.

 

 

 

 

CHIESA DI SALE 
 
A meno di 150 m dalla superficie e a 30 m sotto il livello del mare,attraverso gallerie scavate dai Minatori,si trova un sito veramente unico, che può contenere 800 posti a sedere, con un’acustica che supera i più sofisticati Auditorium e Teatri d’Opera: la Chiesa della Miniera di Sale di Realmonte,perché lì viene celebrata la messa di Santa Barbara (loro protettrice) e per la presenza di alcune straordinarie sculture scavate ad altorilievo nelle sue pareti, che raffigurano immagini sacre.                                                                                    Essa è unica al mondo per le sue peculiarità e la sua ubicazione, che la pone nelle vicinanze di una delle coste più belle del mondo, ad 1 km dalla Scala dei Turchi e dalla Valle dei Templi di Agrigento. E’ utilizzata, per iniziativa del Comune e di organismi locali come sede di concerti e risulta meta ambita di turisti provenienti da tutto il mondo.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Prodotti Tipici Realmontesi 
 
Cuddriruni: Una sorta di focaccia farcita di patate, cipolla, pomodoro, melanzane e pecorino oppure ripiena di piselli e ricotta.
Mugliulati: Pasta di pane ripiena di cavolfiore, tritato di maiale, pecorino ed olive.
Cuccìa: Zuppa Frumento e ceci da poter condire in diversi modi: con latte e zucchero, con ricotta, cioccolato e cannella, con olio, sale e pepe, con mostarda e miele.
Coddra: Farina impastata con acqua e sarde e poi fritta con olio d’oliva bollente.
Mastazzoli: Farina impastata con vino cotto e mandorle tostate.
Cacateddi: Pasta frolla, farcita con fichi secchi, mandorle tritate e cannella.          


 

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